COMPENDIUM
VITAE, VIRTUTM ac MIRACOLORUM
necnon Actorum
in CAUSA CANONIZATIONIS
BEATI
IOANNIS PAULI II
(Caroli Wojtyła)
Summi Pontificis
(1920-2005)
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E TABULARIO
CONGREGATIONIS DE CAUSIS SANCTORUM
I Padri Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi, i Vescovi e quanti parteciperanno al prossimo Concistoro troveranno in questo Compendium il profilo biografico del Beato Giovanni Paolo II, Sommo Pontefice, nonché le tappe principali della Causa di beatificazione e di canonizzazione e la Lettera Apostolica della sua beatificazione.
VITA E OPERE
1. Cenni biografici
Karol Józef Wojtyła nacque a Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920. Era il secondo di due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska. A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore, mosso dal suo amore per la letteratura e la poesia, si iscrisse all’Università Jagellonica di Cracovia alla facoltà di lettere.
Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Università nel 1939, il giovane Karol lavorò in una cava e poi in una fabbrica chimica per potersi guadagnare da vivere ed evitare la deportazione in Germania.
A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequentò i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch’esso clandestino.
Dopo la guerra, continuò i suoi studi nel seminario maggiore di Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facoltà di Teologia dell’Università Jagellonica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia, il 1° novembre 1946. Successivamente, fu inviato a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia.
Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia di Niegowić, vicino a Cracovia, poi in quella di San Floriano, in città. Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici all’Università Cattolica di Lublino. Più tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.
Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo Ausiliare di Cracovia e titolare di Ombi. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28 settembre dello stesso anno nella cattedrale del Wawel a Cracovia. Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia dal Papa Paolo VI, che lo creò Cardinale tre anni più tardi, il 26 giugno 1967.
Con grande impegno ed entusiasmo partecipò al Concilio Vaticano II dando un contributo all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche ad alcune assemblee del Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato.
Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre successivo ebbe inizio il suo ministero di Pastore Universale della Chiesa.
Prezioso e intenso fu il suo Pontificato: viaggi pastorali e apostolici in Italia e nel mondo, iniziative pastorali di grande risonanza tra i fedeli, come l’anno Santo della Redenzione, l’Anno Mariano, il Grande Giubileo dell’Anno 2000 e l’Anno dell’Eucaristia, la pubblicazione di importanti documenti del suo Magistero. Avvicinò le nuove generazioni, indicendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Nel 1981 subì un grave attentato in Piazza S. Pietro.
Fino all’ultimo fu Maestro di verità ed esempio di accettazione della volontà del Signore e di santa vita. Dopo una lunga malattia che non gli impedì di svolgere il suo ministero, morì a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2 aprile 2005, vigilia della Domenica in Albis o della Divina Misericordia, Solennità da lui istituita, circondato da una vastissima e solida fama di santità. L’8 aprile seguirono i solenni funerali in Piazza San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane.
2. Le virtù
Fede
Il Beato Giovanni Paolo II era un “uomo di preghiera”. In lui il desiderio di perfezione si manifestava così forte, da tenerne sempre desto lo spirito attraverso l’incessante orazione e l’ascolto meditato della parola di Dio. Il centro della sua vita era costituito dall’Eucaristia.
La sua fede profonda si esprimeva nella confidenza nell’aiuto divino negli eventi critici della vita, nonché il totale abbandono al materno aiuto della Beata Vergine Maria. Questi atteggiamenti interiori si manifestavano con particolare forza nei momenti di oscurità, come, ad esempio, dopo l’attentato del 1981 o durante la dura prova dell’avanzamento della malattia.
Le sue visite alle parrocchie romane, i numerosi viaggi apostolici e gli insegnamenti contenuti nelle sue omelie, nelle Encicliche e nelle catechesi durante le udienze del mercoledì facevano trasparire, dietro la sicurezza della dottrina, una personale vita di fede e lo zelo per la salvezza delle anime e il desiderio di far conoscere al mondo intero Cristo, l’Unico Salvatore dell’uomo e il suo Redentore.
Speranza
La radicale e quasi connaturale devozione allo Spirito Santo lo predisponeva ad una visione del mondo improntata dall’incrollabile speranza soprannaturale. Fu questa a spingerlo a desiderare con tutto se stesso il Regno dei cieli e la vita eterna, riponendo la sua fiducia nelle promesse di Cristo, confidando nella misericordia di Dio e appoggiandosi sull’aiuto della grazia.
Nelle numerose sofferenze morali e durante la malattia fisica egli giunse ad annunziare il prezioso valore salvifico della sofferenza umana unita al mistero della Croce di Cristo.
Ha sostenuto l’anelito alla libertà dei popoli oppressi da vari regimi e totalitarismi, affermando la dignità inviolabile di ogni essere umano.
Ha promosso e rinvigorito il dialogo ecumenico, cercando l’unità e la pace nella viva speranza di una futura piena comunione coi fratelli separati.
Un segno straordinario della sua speranza fu la fiducia che ripose nei giovani, speranza della Chiesa del domani.
Carità
Egli fu sempre animato da un grande fuoco d’amore. La sua propensione verso l’Alto, alimentata dall’amore all’Eucaristia e dalla preghiera, così come la costante ricerca del cuore dell’uomo per persuaderlo ad amare sinceramente il Signore, furono le vere motivazioni su cui si centrava ogni sua azione.
La sua carità verso il Signore si esprimeva, oltre che nel costante e tenero dialogo con Lui, anche nell’ardente desiderio di compiacerLo nell’agevolare il cammino verso il cielo di altre persone. La carità operosa fu lo strumento primario dell’azione evangelizzatrice. Non tralasciò l’esercizio di nessuna delle opere di misericordia. Diede da mangiare e da vestire ai bisognosi, si prese cura dei senza tetto, si preoccupò della sorte dell’anziana parente, condivise il dolore dei sofferenti, destinò loro denaro di sua proprietà, visitò ammalati e prigionieri. Nondimeno, istruì, consigliò, consolò gli smarriti di cuore, offrì il proprio perdono all’attentatore e a quanti l’avevano offeso, sopportò con pazienza le persone a lui ostili. Si rapportava verso tutti con rispetto, evitando ogni tipo di maldicenza, creava piuttosto comunione e amicizia intorno a sé.
Fortezza
Il primo motto “Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”, pronunciato durante la celebrazione di apertura del ministero papale, segnò il programma del suo lungo Pontificato, rimanendo vivo nei cuori dei fedeli anche dopo la sua morte.
Numerose sono state, nell’arco della sua vita, le prove permesse da Dio per forgiare “come l’oro” la resistenza e la tempra del suo servo. L’infanzia non facile, segnata da tre lutti, e l’entrata in seminario proprio nel periodo in cui la guerra ne aveva imposto la chiusura, corroborarono certamente il suo coraggio.
Come Arcivescovo di Cracovia mai esitò davanti ai numerosi ostacoli posti dal regime comunista polacco al diritto di professare la propria fede. Con fortezza seppe intervenire a favore dei diritti delle persone, senza sommuovere tuttavia l’ordine pubblico, combattendo da buon cristiano la sua battaglia anche quando tali impedimenti apparivano insuperabili.
Come Sommo Pontefice, il 13 maggio 1981, giorno che segnò l’inizio di una seconda fase del suo pontificato, ebbe dal Signore la grazia di poter versare il proprio sangue in nome della fede, come egli stesso disse in riferimento all’accaduto.
Verso la fine degli anni ‘90, apparvero i primi sintomi del “morbo di Parkinson”, che piano piano lo ridusse ad esercitare il suo ministero da “una sedia a rotelle”. Tutti hanno vissuto con particolare partecipazione e ammirazione la forza con cui seppe affrontare, specie negli ultimi anni, gli impegni pastorali in quelle difficili condizioni.
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"ITER" DELLA CAUSA
a) In vista della beatificazione
Constatata la vastissima e solida fama di santità, dimostrata anche con l’afflusso nei giorni dei funerali di enormi folle di fedeli e di persone di buona volontà anche di altre religioni ed il continuo pellegrinaggio devoto alla sua tomba nella Basilica papale di San Pietro, il Papa Benedetto XVI decise di dispensare dai cinque anni di attesa per l’inizio dell’Inchiesta diocesana, in modo che, il giorno 28 giugno 2005, potesse tenersene la Sessione di apertura. La validità giuridica del processo fu riconosciuta con decreto della Congregazione delle Cause dei Santi del 4 maggio 2007.
I Consultori Teologi, radunati nel Congresso Peculiare del 13 maggio 2009, diedero parere favorevole circa l’eroicità delle sue virtù e così giudicarono i Padri Cardinali e Vescovi, radunati nella Sessione Ordinaria del 16 novembre 2009.
Lo stesso Pontefice, Benedetto XVI, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il relativo decreto il 19 dicembre 2009.
In vista della beatificazione fu presentata una guarigione, attribuita all’intercessione del Venerabile Servo di Dio. La Consulta Medica del 21 ottobre 2010 la ritenne scientificamente inspiegabile e i Consultori Teologi, radunati nel Congresso Peculiare del 14 dicembre 2010, diedero parere favorevole, attribuendo tale guarigione alla sua intercessione. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria dell’11 gennaio 2011, la giudicarono vero miracolo. Infine, il Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il relativo Decreto, il 14 gennaio 2011.
Il rito solenne della beatificazione, sul sagrato della Basilica papale di San Pietro il 1° maggio 2011, è stato presieduto dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, con una ingente partecipazione di fedeli.
b) In vista della canonizzazione
Tra le testimonianze pervenute dopo la beatificazione è stato individuato il caso della guarigione di una donna latino-americana, alla quale fu accertato “aneurisma cerebrale fusiforme”. A seguito delle preghiere innalzate per intercessione di Giovanni Paolo II, il giorno stesso della sua beatificazione, l’aneurisma è scomparso totalmente. L’inchiesta diocesana fu istruita dal 20 novembre al 2 dicembre 2012. La Congregazione delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità con decreto del 12 febbraio 2013. La Consulta Medica del Dicastero, nella riunione del 28 febbraio 2013, ha espresso, all’unanimità, parere favorevole circa 1’inspiegabilità scientifica della guarigione.
Il caso è stato esaminato, con esito positivo all’unanimità, dai Consultori Teologi il 10 aprile del 2013, e dai Cardinali e dai Vescovi il 2 luglio 2013.
Sua Santità Francesco, il 5 luglio 2013, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto super miraculo .
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LITTERAE APOSTOLICAE
de peracta beatificatione
BENEDICTUS pp. XVI
ad perpetuam rei memoriam
“Venit hora, ut glorificetur Filius hominis. Amen, amen dico vobis: Nisi granum frumenti cadens in terram mortuum fuerit, ipsum solum manet; si autem mortuum fuerit, multum fructum affert” (Io 12, 23-24).
Exemplum Domini nostri Iesu Christi, qui in mundo Patris amorem diffundebat ac denique se ipsum pro populi salute offerebat, etiam Venerabilis Servus Dei Ioannes Paulus II (Carolus Iosephus Wojtyła) secutus est, qui Evangelii lumen quocumque ferebat maternamque Ecclesiae sollicitudinem de hominibus nostrae aetatis demonstrabat. Hic Summus Pontifex pro Ecclesia et pro mundo tanta magnanimitate spirituque oblationis se impendit ut in vita et in morte sanctus sit iudicatus, atque iam occasione data ritus funebris ingens multitudo eum mortuum visitabat, gratitudinis et venerationis causa.
Ipse in urbe Wadowice in Polonia natus est die XVIII mensis Maii anno MCMXX, alter filius Caroli Wojtyła et Aemiliae Kaczorowska. Novem annos natus Primam Communionem accepit, duodevicesimum autem annum agens sacramento Chrismatis confirmatus est. Curriculis scholae superioris expletis, nomen dedit Universitati Iagellonicae Cracoviae. Cum vero anno MCMXXXIX universitas ab occupationis regimine clausa esset, iuvenis Carolus operatus est in lapicidina ac deinde in fabrica chimica ut victum sibi mereret simulque deportationem in Germaniam vitaret. Ab anno MCMXLII, cum vocationem sentiret ad sacerdotium, curricula frequentavit secreti Seminarii Maioris Cracoviensis, quod rexit ipse Archiepiscopus, Eminentissimus Dominus Adamus Stephanus S.R.E. Cardinalis Sapieha. Eodem tempore una cum aliis promovit secretum «Theatrum Rapsodicum». Bello expleto Cracoviae prosecutus est studia theologica in Seminario Maiore atque apud Facultatem Theologiae Universitatis Iagellonicae. Die I mensis Novembris anno MCMXLVI presbyter ordinatus est. Deinde Romam missus est, ubi lauream in theologia consecutus est. Reversus in Poloniam, primum missus est adiutor parochi loci Niegowić prope Cracoviam, deinde in paroeciam sancti Floriani Cracoviae est translatus, ubi curam pastoralem universitatis iuvenum exercebat. Prosequens studia philosophica et theologica, complevit curricula apud Catholicam Universitatem Lublinensem et postea constitutus est professor theologiae moralis et ethicae apud eiusdem studiorum universitatis Facultatem Theologicam necnon apud Seminarium Maius Cracoviense. Die IV mensis Iulii anno MCMLVIII Summus Pontifex Pius XII nominavit eum Episcopum tit. Ombitanum et Auxiliarem Cracoviensem. Consecrationem episcopalem accepit die XXVIII mensis Septembris eiusdem anni in ecclesia cathedrali Cracoviensi per manus impositionem Reverendissimi Domini Eugenii Baziak, tunc Archiepiscopi Metropolitae Cracoviensis. Ipsius Successor in hac Sede est destinatus die XIII mensis Ianuarii anno MCMLXIV a Servo Dei Paulo VI, qui tribus elapsis annis eum in collegium Cardinalium cooptavit die XXVI mensis Iunii. Concilium Oecumenicum Vaticanum II participavit, solidam tribuens cooperationem potissimum in Constitutione pastorali “Gaudium et spes” exaranda. Summus Pontifex electus est die XVI mensis Octobris anno MCMLXXVIII, nomine sumpto Ioanne Paulo, ac die XXII eiusdem mensis ministerium suum pro universali Ecclesia inchoavit.
Ioannes Paulus II frequenter invisebat varias partes Italiae et, uti Episcopus Romanus, fere omnes CCCXXXII paroecias Urbis visitavit. Similiter plurima fuerunt eius itinera apostolica in mundo, signum constantis pastoralis sollicitudinis beati Petri Successoris pro omnibus Ecclesiis. Inter documenta altioris eius Magisterii variae annumerantur Litterae Encyclicae, apostolicae Adhortationes, Constitutiones ac Epistulae. Fidelis interpres Concilii Oecumenici Vaticani II, exaltavit pondus universalis vocationis ad sanctitatem, diversis in mundi partibus plurimos complendo ritus beatificationis et canonizationis. Corroboravit ecclesialem communionem et collegialitatem coetus convocans Synodi Episcoporum.
Die XIII mensis Maii anno MCMLXXXI, tempore audientiae generalis in Platea Petriana, graviter est vulneratus. Materna manu Deiparae salvatus, cui suum totum ministerium commisit, aggressori dimisit ac post diuturnam infirmitatem, conscius se novam vitam recepisse, sua munera pastoralia heroica cum actuositate amplificavit. Pastoris sollertiam inter alia manifestavit multas novas dioeceses erigendo, Codicem Iuris Canonici, Codicem Canonum Ecclesiarum Orientalium et Catechismum Catholicae Ecclesiae promulgando, Annum Redemptionis, Annum Marianum et Annum Eucharistiae necnon Magnum Iubilaeum Anni MM inchoando, ubi singulariter eius amor in Ecclesiam eiusque fidelitas erga crucem refulsit. Novas convenit generationes, indicens celebrandas Dies Mundiales Iuvenum. Vires ad haec omnia ingentia opera apostolica persolvenda traxit ex continuata oratione, praesertim ex adoratione eucharistica, et ex amore filiali erga Dei Genetricem, cuius venerationem ferventer fovit in Dei populo. Meritis onustus, obiit Romae, in Palatio Apostolico Vaticanae Civitatis, die sabbati postridie Kalendas Aprilis anno MMV, in vigilia Dominicae in albis seu Divinae Misericordiae, quam sollemnitatem ipse instituit.
Considerata amplissima solidaque fama sanctitatis, iam in vita habita statimque post mortem elata, cum fidelium agmina continuatam peregrinationem facerent ad eius corpus ac deinde ad sepulcrum, dispensavimus a quinque annis exspectandis a morte ut Inquisitio dioecesana inchoaretur, ita ut die XXVIII mensis Iunii anno MMV, in vigilia sollemnitatis Apostolorum Petri et Pauli, in Basilica Lateranensi aperta est memorata Inquisitio, cuius iuridicam validitatem Congregatio de Causis Sanctorum agnovit per Decretum die IV mensis Maii anno MMVII datum. Consultores theologi, in Congressu peculiari die XIII mensis Maii anno MMIX adunati favens iudicium tulerunt de virtutibus Servi Dei heroum in modum exercitis. Idem iudicarunt Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria adstantes die XVI mensis Novembris eiusdem anni. Idcirco Nos Congregationi de Causis Sanctorum facultatem dedimus ut Decretum de virtutibus heroicis emanaret die XIX mensis Decembris anno MMIX.
Beatificationis causa praesentata est quaedam mira asserta sanatio, Venerabilis Servi Dei intercessioni tributa, quam Consultores medici scientifice inexplicabilem iudicaverunt. Consultores Theologi in Congressu peculiari die XIV mensis Decembris anno MMX favorabile iudicium dederunt. Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria die XI mensis Ianuarii anno MMXI miram hanc sanationem iudicaverunt divinitus patratam. Itaque Nos Congregationi de Causis Sanctorum facultatem fecimus ut Decretum super miro ederet die XIV eiusdem mensis.
Hodie igitur Ipsimet in Foro ante Basilicam Papalem Sancti Petri die I mensis Maii, in sollemnitate Dominicae in albis seu Divinae Misericordiae, immensa adstante multitudine gentium fere ex omni populo, lingua et natione, beatificationis ritum perlibenter praesidentes, hanc formulam pronuntiamus, qua Venerabilis Servus Dei Ioannes Paulus II (Carolus Iosephus Wojtyła) in Beatorum numerum adscribitur:
Nos, vota Fratris Nostri Augustini Cardinalis Vallini, Vicarii Nostri pro Romana Dioecesi, necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto, auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabilis Servus Dei Ioannes Paulus II, papa, Beati nomine in posterum appelletur eiusque festum die altera et vicesima Octobris in locis et modis iure statutis quotannis celebrari possit. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.
Quod autem decrevimus, volumus et nunc et in posterum tempus vim habere, contrariis rebus quibuslibet non obsistentibus.
Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub anulo Piscatoris, die I mensis Maii, anno MMXI, Pontificatus Nostri septimo.
De mandato Summi Pontificis
+ Tarsicius Card. Bertone
Loco + Sigilli
In Secret. Status tab. n. 1.368