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John Henry Newman

Onorato
9 ottobre
Grado
Stato
Santo
Nascita
21 febbraio 1801
Morte
11 agosto 1890
Onorato come

Conosciuto anche come

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«Dio mi ha creato per rendergli un servizio preciso. Io ho una parte in questa grande opera; sono un anello di una catena, un legame di connessione tra le persone. Egli non mi ha creato per nulla»

VITA  E  OPERE

John Henry Newman nacque a Londra il 21 feb­braio 1801 da una famiglia anglicana: la madre era ugonotta ed il padre di orientamento religioso molto tollerante. Era il primo dei sei figli di John, banchiere, e di Jemina Fourdrinier. Nel 1808 entra nella Great Ealing School, nell’allora estrema periferia di Londra, dove riceve un’educazione elevata e si fa notare per le doti di intelligenza. Nel 1816, anno in cui conclude gli studi ad Ealing ed assiste contemporaneamente al fallimento della banca del padre, matura l’adesione ai principi più radicali del Calvinismo: arriva a credere che il Papa sia l’anticristo. Nel 1817 entra nel Trinity College di Oxford, dove consegue il Baccellierato “of Arts”. Nel 1822 viene eletto Fellow dell’Oriel College, dove nasce la sua amicizia con Edward Bouverie Pusey. Il 13 giugno 1824 viene ordinato diacono nella Chiesa Anglicana, divenendo coadiutore della parrocchia di St. Clement di Oxford. Il 29 maggio 1825 viene ordinato Presbitero Anglicano.

John Henry Newman dal 1826 al 1832 è Tutor all’Oriel College dove si occupa della formazione culturale di molti studenti universitari; qui è in stretto contatto con Edward Bouverie Pusey, John Keble e Richard Hurrel Froude. Il 14 marzo 1828 è nominato parroco della chiesa universitaria di St. Mary, svolgendovi una ricca attività pastorale e di predicazione che lo rende molto celebre. Nel 1832 accompagna il presbitero Froude nel suo viaggio nell’Europa meridionale: visita Roma, Malta, Corfù e la Sicilia.

Nel Collegio Inglese di Roma, il incontra per la prima volta Don Nicholas Wiseman, futuro Arcivescovo cattolico di Westminster. Scrive il poema (poi pubblicato nel 1834) Lyra Apostolica ed il poemetto Lead , Kindly , Light , esprimendo il suo pieno abbandono alla Provvidenza, che gli indicherà e gli farà realizzare la sua specifica missione. Il 14 luglio 1833, ad Oxford, ascolta il sermone di Keble National Apostasy : nasce l’Oxford Movement che vede in Newman la figura di spicco. Tra il 1833 ed il 1841 Newman, Froude, Keble, Pusey e William Palmer pubblicano Tracts for the Times ; su 90 saggi pubblicati Newman è l’autore di ben 26, incluso l’ultimo, il Tract 90 (Remarks on certain passeges in Thirty-Nine Articles) nel quale egli cercò di interpretare i 39 articoli della Chiesa Anglicana in un’ottica cattolica. Le proteste suscitate spingono il Vescovo di Oxford a sospendere la pubblicazione dei Tracts . Condannato dall’ Hebdomedal Board dell’Università di Oxford e sconfessato da 42 vescovi, rinuncia alla parrocchia universitaria. Il 9 aprile 1842 si ritira con alcuni amici a Littlemore per stendere con loro il celebre Essay development of christian Doctrine ; qui giunge a maturazione la sua “conversione” al cattolicesimo.

Nel 1846 si reca a Roma con alcuni compagni anglicani passati al cattolicesimo, senza progetti definitivi. Nel Memorandum del 1848 scrive di prendere in considerazione la possibilità di entrare tra i Redentoristi, ma poi sceglie di far parte dell’Oratorio di San Filippo Neri; frequenterà infatti a Roma la Chiesa Nuova ed i sacerdoti di quella comunità. Ordinato presbitero il 30 maggio 1847, riceve calorosi incoraggiamenti dal Beato Pio IX ( Magna Nobis semper , del 26 novembre 1847).

Risoluto a diventare Oratoriano, Newman chiede al Papa di poter fondare un Oratorio a Birmingham, così da adeguare le costituzioni dell’Oratorio Romano alle necessità del luogo. Il nuovo Oratorio prende l’avvio nel 1847, quando egli, con sei compagni, inizia il noviziato in un’ala dell’Abbazia di Santa Croce, messa a loro disposizione. Dopo alcuni trasferimenti, la prima vera sede è posta ad Edgbaston, nella periferia di Birmingham. Intanto nel 1848 un gruppo di Oratoriani, guidati da Padre Frederick William Faber, si trasferisce a Londra, dove nascerà la seconda Congregazione Filippina Inglese. Nel 1854 Padre Newman è nominato rettore dell’Università Cattolica di Dublino, rimanendo in carica per quattro anni. Nel 1864 pubblica l’ Apologia pro vita sua e nel 1878 il Trinity College di Oxford lo elegge suo First Honorary Fellow.

Papa Leone XIII, su uno spunto di Monsignor William Bernard Ullathorne, Vescovo di Birmingham, il 12 maggio 1879 crea Newman Cardinale del titolo di San Giorgio al Velabro; il motto scelto recita: cor ad cor loquitur (San Francesco di Sales). Dal 1889 si assiste ad un declino fisico crescente del quasi novantenne Cardinale; il giorno di Natale celebra la sua ultima Santa Messa in pubblico e l’11 agosto 1890 muore nella sua camera ad Edgbaston. Sulla sua tomba vuole che si scriva: Ex umbris et imaginibus in veritatem.

"ITER" DELLA CAUSA

In vista della beatificazione

La Causa di beatificazione e canonizzazione di John Henry Newman è stata iniziata sotto la normativa stabilita dal Codex Iuris Canonici del 1917. Il primo processo, canonicamente detto informativo ed ordinario, volto a provare la fama sanctitatis vitae, virtutum atque miraculis in genere, si è aperto a Birmingham il 17 giugno 1958. Mentre quello apostolico, teso a dimostrare l’esistenza delle virtù in specie, ha avuto una durata di soli due anni: dal 20 febbraio 1984 al 19 giugno 1986.

Trasferiti gli atti a Roma e sottoposta ad esame la loro validità giuridica, la Congregazione delle Cause dei Santi ha risposto positi­vamente, per cui il 20 febbraio 1989 ha emanato il relativo decreto.

Preparata in tempi brevi la Positio , questa ha avuto un esame favore­vole da parte del Congresso Storico il 12 dicembre 1989; ed a seguire un altrettanto fausto risultato da parte dei Consultori teologi il 20 aprile 1990.

L’8 gennaio 1991 si è tenuta la Congregazione Ordinaria degli Em.mi Cardinali ed Ecc.mi Vescovi. Il S. Padre Giovanni Paolo II, il 22 gennaio 1991, ha promulgato il Decretum super heroicitate virtutum.

Anche l’ iter del processo del miracolo, che porterà il Cardinale John Henry Newman al titolo di Beato, ha avuto un felice e rapido esito: l’Inchiesta diocesana si è svolta a Boston dal 25 giugno 2005 al 9 novembre 2006; il Congresso Peculiare dei Consultori teologi si è tenuto positivamente il 20 dicembre 2008, a cui ha fatto seguito il 2 giugno 2009 la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi. Il Decretum super miro reca la data del 3 luglio 2009.

Il Santo Padre Benedetto XVI ha proclamato Beato il Venerabile Newman la domenica 19 settembre 2010, nel corso della celebrazione da lui stesso presieduta nel Cofton Park di Rednal, a Birmingham.

In vista della canonizzazione

Per questa successiva fase è stata presa in esame la presunta guarigione miracolosa di una mamma di famiglia di Chicago, la quale era affetta da giorni da una copiosa emorragia addominale con sospetto travaglio abortivo. Nel momento più drammatico ebbe solo la forza di dire “Cardinale Newman aiutami”, cui seguì, in modo istan­taneo e scientificamente inspiegabile, il definito arresto del­l’emor­ragia. Era il 15 maggio 2013.

L’Inchiesta diocesana si è svolta dal 22 giugno al 26 ottobre 2015.

La Consulta Medica del Dicastero, nella riunione del 1° marzo 2018, ha espresso parere favorevole circa la guarigione esaminata, che è stata ritenuta istantanea, perfetta e duratura, non spiegabile scientificamente.

Nel Congresso Peculiare, riunito l’11 ottobre 2018, i Consultori teologi si sono unanimemente espressi con voto affermativo. Identico parere è stato manifestato dai padri Cardinali e Vescovi, nella Sessione Ordinaria del 15 gennaio 2019.

Il 12 febbraio successivo il Santo Padre Francesco ha autoriz­zato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto super miraculo .

In vista del titolo di Dottore della Chiesa Universale

Dopo la canonizzazione di Newman, avvenuta il 13 ottobre 2019, sono state presentate molte richieste per concedergli il titolo di Dottore della Chiesa universale. La sua riflessione ha notevolmente influito sulla teologia del XX secolo, specialmente sul Concilio Vaticano II. Alcuni Papi, da Leone XIII a Francesco, hanno attinto al suo autorevole insegnamento nel loro magistero pontificio.

La richiesta ufficiale per la concessione del titolo è stata presentata dalla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles il 22 febbraio 2021. Ad essa si sono unite la Conferenza Episcopale di Scozia, la Conferenza Episcopale d’Irlanda, la Famiglia di vita consacrata “Das Werk” e la Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, nonché le Conferenze Episcopali di: Australia, Austria, Brasile, Canada, Spagna, Ungheria, India, Corea, Messico, Paesi Bassi, Filippine, Perù, Polonia, Slovacchia, Svizzera, Stati Uniti d’America e Zimbabwe.  Sono pervenute anche le lettere postulatorie del Centro Internazionale degli Amici di Newman, della Hochschule Heiligenkreuze (Austria), delle Suore della Congregazione Immaculate Heart of Mary Reparatrix IHMR (Uganda), del Lumen Christi Institute (USA), del Mercy College of Iowa (USA) del National Institute for Newman Studies of Pittsburgh (USA) dell’Università di Oxford, dell’Oriel College e del Trinity College di Oxford. A tali molteplici istanze è significativo unire anche il parere favorevole delle due sedi primaziali della Chiesa Anglicana.

Venendo incontro a tali richieste il Santo Padre Francesco il 23 maggio 2024 ha autorizzato l’iter per la concessione del titolo di Dottore della Chiesa universale a San John Henry Newman. Interpellato da questo Dicastero, il 17 settembre 2024 il Dicastero per la Dottrina della Fede ha risposto che non vi erano dubbi sull’eccellenza e sulle qualità degli scritti del Santo, esprimendo un giudizio completamente positivo sulla sua eminens doctrina. I Consultori teologi, riuniti nel Congresso Peculiare il 1° aprile 2025, hanno pure espresso all’unanimità parere affermativo.

Durante la Sessione Plenaria del Dicastero delle Cause dei Santi, tenuta il 1° luglio 2025, l’Em. mo Ponente, dopo aver richiamato le petizioni giunte in favore della concessione del Dottorato, ha tratteggiato il profilo biografico di San John Henry Newman nel contesto storico e teologico in cui è vissuto, mettendo successivamente in rilievo l’originalità della sua eminens doctrina .

Ha rilevato come tale “eminenza” deve intendersi in senso qualitativo, prima che quantitativo. La dottrina deve aver contribuito significativamente al progresso della scienza sacra e al perfezionamento della vita spirituale. Ha messo poi in evidenza, nel caso specifico, anche l’importanza ecumenica di un eventuale titolo di dottore attribuibile a San Newman. Ricordando come nella prassi della Chiesa non è possibile separare l’eccellenza e l’ortodossia della dottrina dalla santità della vita, ha richiamato la riflessione manifestata nel 1990 dall’allora Card. Ratzinger che riconosceva a Newman di avere insegnato non solo con il suo pensiero e i suoi discorsi, ma anche con la sua vita, ritenendolo “modello per i teologi e gli intellettuali di tutti i tempi”.

Molti pontefici nel secolo XX hanno espresso apprezzamento per il pensiero di Newman. In una Lettera del 1908 al vescovo di Limerick, San Pio X scrisse di ritenerne le opere in perfetta armonia con la sua enciclica Pascendi , aggiungendo che sarebbe stato molto utile imparare “ multa praeclara e tali magistro ”. Papa Pio XII sottolineò la caratteristica newmaniana della ricerca della verità come suo principale titolo di fama, confidando al filosofo francese Jean Guitton di esser certo che un giorno Newman sarebbe diventato Dottore della Chiesa.  Fu soprattutto San Paolo VI, profondo conoscitore del Cardinale inglese e suo estimatore sin dai suoi anni giovanili, a riferirsi al pensiero newmaniano riprendendolo in molti discorsi pronunciati non solo durante il pontificato, ma anche nel periodo del suo episcopato milanese.

Proprio alla vigilia del Concilio Vaticano II, tenendo a Milano una conferenza su “I Concili e la Chiesa” il cardinale Montini paragonò il Concilio che stava per iniziare alla “seconda primavera” che San Newman intravide nella Chiesa cattolica in un Sermone del 1852, cogliendone il segno della sua vitalità divina. Paolo VI, inoltre, confidò a Jean Guitton di ritenere che il pensiero newmaniano fosse stato un ispiratore del Concilio. Tale opinione fu condivisa da San Giovanni Paolo II che, nel 1979, in una Lettera al vescovo di Birmingham, definì l’ampia visione teologica di Newman come anticipatrice del Concilio Vaticano II. Benedetto XVI fece continui riferimenti a Newman nel corso del suo pontificato, durante il quale il Cardinale inglese venne beatificato a Birmingham.  Anche Papa Francesco nella sua prima enciclica Lumen Fidei ha sottolineato l’importanza della dottrina newmaniana sullo sviluppo del dogma.

Riguardo all’influenza del pensiero di Newman sul magistero del Concilio, è possibile rilevare degli ambiti nei quali il cardinale inglese aveva anticipato alcuni temi fondamentali. Nella sua opera su Lo sviluppo della dottrina cristiana egli l’aveva presentata come una realtà viva che si approfondisce nel tempo e nella Chiesa intesa quale “corpo di Cristo, dimora dello Spirito Santo e comunità vivente di tutti i fedeli”. Il processo descritto da Newman, che è stato ripreso e approfondito da vari teologi del XX secolo, può essere inoltre descritto come una inculturazione del Vangelo in cui gli insegnamenti di Gesù sono fatti crescere in ambienti differenti e in culture diverse senza modificare la loro origine essenziale. Nel 1859 San Newman pubblicò sulla rivista “The Rambler” un articolo sull’importanza del contributo dei fedeli laici nella Chiesa e sul significato del consensus fidelium che sarebbe in grado di compensare le eventuali carenze delle testimonianze patristiche su singoli punti della dottrina cattolica.

Nello scritto quasi precorre l’insegnamento della Lumen gentium circa la missione dei fedeli laici, anche se il consensus fidelium è interpretato solo come un indicium , un instrumentum di valutazione della Chiesa, che è infallibile. Lungo tutto il corso della vita San Newman ha pure richiamato l’importanza della coscienza, da lui intesa come la capacità dell’uomo di riconoscere la verità. Nella sua Lettera al Duca di Norfolk egli la concepì come l’eco della voce di Dio, che genera un’intrinseca apertura a Cristo. Tale riflessione troverà il suo perfezionamento nella descrizione della coscienza nella Costituzione pastorale conciliare Gaudium et Spes (n.16). In questo contesto si può far anche riferimento al riconoscimento di alcuni aspetti positivi riscontrabili nelle altre religioni, pur senza mettere in dubbio l’importanza fondamentale dell’annuncio di Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo.

Dopo aver ricordato il tema dell’università come luogo di formazione integrale in cui la religione può interagire con le altre scienze,  il Ponente ha infine rimarcato come la principale ragione per cui Newman può essere proclamato Dottore della Chiesa è che il suo pensiero non è rimasto chiuso nelle biblioteche o nelle università, ma continua a parlare all’uomo di oggi e il suo insegnamento resta una bussola sicura per chiunque voglia vivere una fede autentica, radicata nella verità e in grado di rispondere alle domande del nostro tempo.

Al termine della Relazione, l’Em.mo Ponente ha concluso riconoscendo che in San John Henry Newman sono presenti tutte le condizioni per il conferimento del titolo di dottore della Chiesa universale. Gli Em.mi ed Ecc.mi Padri, pertanto, hanno risposto unanimemente al dubbio con parere affermativo .

Fonte: Cause dei Santi Anche elencato Wikidata GCatholic

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